










Lenin e Freud

Negli anni in cui Lenin visse si diffusero in Europa le teorie sulla psicoanalisi di Sigismund Schlomo Freud (Freiberg, 6 maggio 1856 – Londra, 23 settembre 1939) , che permisero una maggiore consapevolezza dell'influenza dell'inconscio anche nella società borghese.
Freud dimostrò che gli effetti irrazionali dell'inconscio costituivano una forza reale e che lo stesso potesse essere compreso solo in rapporto alla coscienza. I sogni, i lapsus, i tic, le manie sono per la psicoanalisi i segnali dell'inconscio che devono essere interpretati per risalire alla coscienza di un soggetto.
Secondo Freud, l'inconscio, privo di una propria realtà, apparterrebbe anche alle azioni compiute da un'intera collettività. Tuttavia l'opposizione sociale ad una condizione di ingiustizia, ad esempio, può essere solo un'azione sperficiale della coscienza.
Lenin affermò che "l'elemento spontaneo non è che la forma embrionale della coscienza... la coscienza dei propri errori equivale già ad una mezza correzione, ma il mezzo male diventa un male effettivo quando questa coscienza comincia ad oscurarsi, cioè quando si tenta di giustificare teoricamente la propria sottomissione servile alla spontaneità", avvicinandosi così alla tesi fruediana secondo cui la coscienza dei propri errori equivale ad un aumento di consapevolezza. Di contro la mancanza di consapevolezza era vista come un mezzo dell'ideologia borghese per evitare di prendere atto delle proprie azioni, imponendo alla coscienza la logica del relativismo, dell'opportunismo e della rassegnazione.
Il male peggiore è, per Lenin, il tentativo di soffocamento della coscienza delle masse con il diffondersi di false esigenze di conservazione del sistema: "il soffocamento della coscienza da parte della spontaneità avviene in modo spontaneo, cioè senza lotta dichiarata fra due concezioni diametralmente opposte". Gli individui sono portati a lasciarsi dominare dall'inconscio, affidandosi così alla spontaneità degli eventi e rinunciando alla progettualità della vita. Ma questo stato di cose non può che essere soltanto momentaneo, per svelare gli inganni basta che aumenti la consapevolezza o la cultura di un individuo.
"Se certi elementi spontanei dello sviluppo (sociale) sono accessibili in generale alla coscienza umana -dice Lenin-, l'errata valutazione di essi equivarrà a una sottovalutazione dell'elemento cosciente. E se sono inaccessibili, noi non li conosciamo e non ne possiamo parlare".
La spontaneità delle masse esige da parte degli intellettuali progressisti un alto grado di coscienza politica proprio per evitare che questa sia prevaricata dall'inconscio e lo sviluppo sociale divenga una sottovalutazione dell'elemento cosciente.