Un passo avanti, due passi indietro (1904)
di V. I. Lenin



Pubblichiamo di seguito la parte conclusiva dell'opera, in attesa di disporre del testo integrale dattiloscritto

Un passo avanti, due passi indietro… Ciò accade nella vita degli individui, nella storia delle nazioni, nello sviluppo dei partiti. Sarebbe la più criminale delle pusillanimità dubitare, fosse anche per un minuto, de! trionfo inevitabile e completo dei principi della socialdemocrazia rivoluzionaria, dell’organizzazione proletaria e della disciplina di partito.
Abbiamo già molte conquiste al nostro attivo; dobbiamo ora continuare la lotta, senza scoraggiarci per gli insuccessi. e dobbiamo lottare conseguentemente, disdegnare i metodi piccolo-borghesi delle beghe di circolo, fare tutto il possibile per salvaguardare il legame che unisce nel partite tutti i socialdemocratici della Russia, legame che abbiamo stabilito con tanti sforzi; ottenere, con un lavoro tenace e sistematico, che tutti i membri del partito, e specialmente gli operai, conoscano in modo completo e cosciente i doveri dei membri del partito, la lotta al secondo congresso del partito, tutte le cause e le peripezie dei nostri dissensi, tutta la perniciosità dell’opportunismo, che tanto nel campo dell’organizzazione, come in ciò che concerne il nostro programma e la nostra tattica cede, impotente, davanti alla psicologia borghese, adotta senza spirito critico il punto di vista della democrazia borghese e smussa l’arma della lotta di classe del proletariato.
Il proletariato nella sua lotta per il potere ha soltanto un’arma: l’organizzazione. Il proletariato, diviso dalla concorrenza anarchica che regna nel mondo borghese, schiacciato sotto il peso di un lavoro forzato per il capitale, sospinto continuamente “nei bassifondi” d’una miseria nera, dell’abbattimento e della degenerazione, può diventare, e diventerà inevitabilmente, una forza invincibile soltanto perché la sua unione ideologica, fondata sui principi del marxismo, è cementata dall’unità materiale dell’organizzazione che raggruppa i milioni di lavoratori in un esercito della classe operaia.
A questo esercito non potranno resistere né il potere già decrepito della autocrazia russa, né il potere del capitale internazionale, che sta per diventarlo. Questo esercito stringerà sempre più le proprie fila, malgrado i diversi zigzag e i passi indietro, malgrado le fasi opportunistiche dei girondini della socialdemocrazia contemporanea. malgrado gli elogi vanagloriosi dello spirito di circolo arretrato, malgrado i lustri e le fanfare dell’anarchismo da “intellettuale”.

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