Vita di Lenin

L'emigrazione

Lenin nel 1900
Lenin giunse a Zurigo accompagnato da una notevole reputazione e fu accolto calorosamente dai militanti del gruppo "Liberazione del lavoro" di Georgij Plekhanov.
Gli incontri con gli esponenti marxisti in Svizzera e Germania portarono all'organizzazione del giornale in lingua russa, Iskra (la scintilla, dal titolo di un poema di Puskin dedicato ai decabristi Dalla scintilla nascerà la fiamma), il cui primo numero, pubblicato l'11 dicembre 1900, conteneva l'articolo di Lenin intitolato La guerra in Cina.
Vladimir si spostò per qualche tempo a Monaco per organizzare l'introduzione clandestina dell'Iskra in Russia. Nel frattempo Nadezda ottenne il passaporto e raggiunse il marito in Germania (aprile 1901) mentre egli lavorava con la sorella Anna e Julius Martov alla redazione del giornale.
I coniugi passarono un periodo sereno a Monaco: andavano a teatro, seguivano la lirica (Vladimir era appassionato di Richard Wagner) e leggevano la letteratura russa. In questo clima nacque l'opera Che fare?, il cui titolo era tratto dal romanzo omonimo di Cernysevskij. L'opuscolo descriveva minuziosamente l'organizzazione interna del partito rivoluzionario, secondo l'idea di Lenin, e divenne un manuale molto diffuso negli ambienti marxisti.
L'opera fu firmata N.Lenin, che divenne lo pseudonimo più usato da Vladimir Ul'janov. Derivato probabilmente dal fiume siberiano Lena, lo pseudonimo era comparso per la prima volta nel dicembre 1901 in un articolo sulla rivista Zaria.
Successivamente l'Iskra fu stampato a Lipsia, Stoccarda, Monaco e Londra, dove Lenin e Nadezda affittarono un appartamento al numero 30 di Calford Square (1902).
A Lenin piacque la capitale inglese per le sue biblioteche e per i mezzi di comunicazione efficenti, ma non sopportava la cucina e le abitudini inglesi. Conobbe un britannico che si chiamava Henry Rayment che lo aiutò nella lingua e lo introdusse nei circoli politici dell'Est End, dove conobbe degli immigrati ebrei russi. Nel marzo 1902 pronunciò un discorso alla sezione ebraica della federazione socialdemocratica in New Alexandra Hall.
Il giovane Leon Trotzkij Nell'autunno dello stesso anno incontrò per la prima volta, un giovane emigrante fuggito dalla Siberia, Leon Trotzkij, che si recò a casa sua e gli chiese di entrare a far parte della redazione dell'Iskra. I due strinsero subito amicizia tanto che Vladimir lo propose per il comitato di redazione ma Plekhanov si oppose.
Nella primavera del 1903, visto l'approssimarsi del II° congresso del POSDR, la cui sede era stata stabilita a Bruxelles, per seguirne più da vicino i lavori si decise di trasferire L'Iskra a Ginevra. Lenin raggiunse direttamente il Belgio dall'Inghilterra per evitare i controlli delle autorità svizzere.
Il congresso iniziò il 17 luglio, ma la polizia belga, allertata dall'Ohrana, sospese l'evento ritenuto sovversivo. I delegati ripresero i lavori cinque giorni dopo a Londra, riuniti a Southgate Road.
Il clima nel quale si svolsero i dibattiti fu acceso e polemico. Lenin si mise in luce quando si discusse del programma di partito. Le sue tesi convinsero gli incerti e la bozza venne accettata.
La crisi si ebbe con le differenti proposte avanzate da Lenin e Martov, le due principali anime del partito, sui requisiti dei membri dell'organizzazione. Il primo chiedeva che i dirigenti potessero contare sulla fiducia incondizionata degli altri membri, il secondo voleva invece l'autonomia dei componenti del partito. La posizione di Lenin fu sconfitta per ventotto voti a ventidue.
Vladimir contava di fare dell'Iskra l'organo ufficiale del partito, portando da sei a tre i membri del comitato di redazione. Quando il congresso discusse sugli organi centrali del partito, Lenin riconquistò le posizioni perdute e ottenne la vittoria nella votazione sulla struttura e sulle persone che dovevano costituirla.
Questa vittoria, con il sostegno di Plekhanov, diede la maggioranza ai delegati del gruppo di Lenin che vennero chiamati "bolscevichi"(maggioritari), in antitesi ai seguaci di Martov definiti "menscevichi"(minoritari).
I due gruppi divergevano soprattutto sui tempi e sui modi della lotta politica: i menscevichi non credevano nella possibilità di una rivoluzione socialista a tempi brevi in un paese economicamente arretrato come la Russia zarista e, pertanto, perseguivano una graduale trasformazione del paese in una democrazia di tipo borghese; per i bolscevichi la rivoluzione politica era possibile anche in Russia e per attuarla era prioritaria la costruzione di un partito formato da "rivoluzionari di professione" in grado di dare una coscienza politica socialista alla classe operaia.
Alla fine dei lavori, comunque, il partito operaio socialdemocratico russo (Posdr) finalmente aveva un programma definito.
Ma la coalizione tra Plekhanov e Lenin era destinata ad avere vita breve. Nell'ottobre 1903 ad una riunione dell'Unione dei socialdemocratici russi Martov riportò Plekhanov ed il suo gruppo dalla sua parte, attaccando personalmente Lenin che si ritrovò inaspettatamente isolato. Ilich ebbe un contraccolpo durissimo che lo spinse ad abbandonare la sala ed, il giorno seguente, a presentare le dimissioni dall'Iskra e dal comitato di partito.
Le ragioni del dissidio interno dell Posdr furono descritte minuziosamente da Lenin nell'opuscolo Un passo avanti, due passi indietro, pubblicato nel maggio 1904. A Ginevra Lenin risiedeva al numero 10 di Chemin du Foyer e trascorreva le sue giornate tra la Biblioteca pubblica universitaria e la Société de lecture. Nel periodo successivo al congresso, a causa dello stress, ebbe un crollo nervoso ed un acutizzarsi dei problemi di salute che lo avevano sempre accompagnato: l'insonnia, l'emicrania e i disturbi allo stomaco. I medici, secondo le conoscenze dell'epoca, prescrissero riposo e la riduzione drastica del suo carico di lavoro.
Lenin potè contare sempre sul sostegno affettivo e politico di sua moglie, che di rado lo contraddiceva, e dei suoi familiari. Nadezda si rivelò un'organizzatrice perfetta e fu incaricata del disbrigo della corrispondenza del partito. Il fratello minore di Vladimir, Dmitrij, lavorò come agente dell'Iskra e partecipò come delegato al II congresso del Posdr, le sorelle Anna e Marija si impegnarono nella consegna di messaggi tra Europa e Russia.
Nel giugno 1904 i coniugi Ul'janov decisero di prendersi un periodo di riposo, dopo le violente polemiche politiche che erano seguite allo scisma del II° congresso del partito, per permettere a Vladimir di ristabilirsi da un incidente in bicicletta. I due partirono per la montagna accompagnati da Marija Essien, un membro del comitato centrale, fedelissima di Lenin. Le alpi svizzere, con le loro efficienti struttute alberghiere e la natura incontaminata, offrirono ai tre la possibilità di rigenerarsi.
Intanto il governo zarista era entrato in guerra contro il Giappone per difendere gli interessi economici del paese nell'area del Pacifico (controllo della Corea e della Manciuria), ma in pochi mesi il catastrofico epilogo del conflitto, che portò i russi ad essere sconfitti duramente sia in mare (Tsushima) che a terra (Mukden), provocò una pesante crisi politica interna.
La società russa, già lacerata dai disordini provocati dai contadini (la cui mancanza di aiuti economici da parte dello Stato aveva acuito i problemi derivati dalle recenti carestie) e dagli operai (che non vedevano riconosciuti i propri diritti da parte dei datori di lavoro), fu pervasa dalla nascita di numerosi gruppi politici clandestini. Una organizzazione di socialisti rivoluzionari arrivò ad assassinare il ministro dell'Interno V.K.Pleve (estate 1904).
Gli Ul'janov rientrarono a Ginevra solo in settembre e presero in affitto un nuovo appartamento in Rue de Carouge 91. Nel frattempo Noskov, amico fidato di Lenin, era riuscito a persuadere la fazione bolscevica a riconciliarsi con i menscevichi e ad affrontare Lenin, il quale, resosi conto dell'accaduto, convocò una riunione dei pochi che ancora lo sostenevano e organizzò un ufficio dei comitati bolscevichi per la convocazione del III° congresso del partito.
I fondi necessari all'operazione furono reperiti da un giovane scrittore marxista, Alexandr Bogdanov, che insieme a Lenin e ad Anatolij Lunacarskij, fondò nello stesso periodo un nuovo giornale, il Vpered (Avanti), concorrente all'Iskra. Il primo numero uscì il 22 dicembre e, inaspettatamente, trovò subito numerosi sostenitori. Lenin aveva creato una sua organizzazione parallela che si schierava contro i menscevichi e gli oppositori bolscevichi.
Una ricostruzione della Domenica di sangue del 1905
Per chiedere un miglioramento delle condizioni di vita, domenica 9 gennaio 1905 si tenne a Pietroburgo un corteo pacifico diretto al palazzo d'Inverno. Alla testa dei manifestanti vi era un prete ortodosso, Georgij Gapon, che aveva fondato un sindacato legale di lavoratori della capitale. Quando i dimostranti giunsero vicino al Palazzo d'Inverno le truppe imperiali furono prese dal panico e gli ufficiali, in assenza dell'imperatore, decisero di aprire il fuoco sulla folla per disperderla causando una strage (secondo i dati della polizia i morti furono mille e cinquemila i feriti).
Quella "domenica di sangue" provocò scioperi e tumulti in tutta la Russia, l'ammutinamento dei marinai dell'incrociatore Potëmkin a Odessa e della guarnigione della fortezza di Kronstadt, e insurrezioni a carattere nazionalistico in Polonia e Finlandia. L'agitazione popolare fu incrementata anche dalla difficile situazione economica interna e un notevole apporto venne dall'azione dei gruppi socialisti che, agendo soprattutto nelle grandi città e tra le masse operaie, tentarono di trasformare la rivolta in rivoluzione.
Il Pope Gapon L'eco della insurrezioni giunse rapidamente anche in Europa. Il 10 gennaio Lenin e Lunacarskij si recarono al caffè in Rue de Carouge 93, il principale punto di ritrovo dei marxisti russi, per scambiarsi le informazioni provenienti dal loro paese. Quasi tutti gli esuli, anzichè rientrare subito in Russia, optarono per attendere l'evoluzione degli eventi. Dopo alcune settimane Lenin incontrò il Pope Gapon, rifugiatosi in Svizzera, ed ebbe numerosi colloqui con lui.
Nonostante il parere contrario di Lenin, il Comitato centrale (formato in gran parte da bolscevichi) organizzò il III° congresso del partito con l'intento principale di poter effettuare una riconciliazione con i menscevichi. La sede designata fu Londra ed il periodo, Aprile. Lenin e sua moglie attraversarono la Francia in treno e giunsero nella stazione inglese di Charing Cross alcuni giorni dopo. Trovarono alloggio al numero 16 di Percy Circus, nel quartiere di S.Pancras. Tuttavia Plekhanov, Martov e gli altri menscevichi, imputando al comitato centrale di non essere imparziale, annunciarono che non avrebbero preso parte al congresso ed organizzarono una loro riunione distinta a Ginevra. Alla fine il Comitato centrale convinse soltanto pochi menscevichi a recarsi in Inghilterra. Lenin, in perfetta forma psicofisica, ebbe campo libero per formulare le sue idee e riaffermare il suo predominio. La capacità di esporre le sue strategie in maniera chiara e di entusiasmare il pubblico con una serie di slogan ("insurrezione armata", "espropriazione della nobiltà terriera" ecc.) gli conferirono un consenso fragoroso.
Quando i menscevichi vennero a conoscenza degli interventi di Lenin scatenarono una serie di critiche, accusandolo di violenza e di tradimento del marxismo.
La situazione politica del Che fare? era superata, ora la rivoluzione poteva essere concreta e il partito doveva maturare nei propri intenti pratici pur senza cambiare le premesse. L'avanzata verso il socialismo era considerata in due fasi distinte: prima si doveva mirare ad una rivoluzione democratico-borghese, in un secondo tempo ad una integralmente socialista.
Per approfondire le sue proposte nelle nuove condizioni politiche che si andavano delineando, Lenin pubblicò l'opuscolo Due tattiche della socialdemocrazia russa nella rivoluzione democratica, dove veniva messa in risalto la nuova necessità di avere un partito grande di facile accessibilità, riassumendo le tesi sulla tattica, approvate dal III Congresso, che ribadivano l'assoluta necessità del ruolo guida del proletariato anche nella fase democratica della rivoluzione.
Dal 14 maggio al 12 novembre 1905 venne diffuso clandestinamente in Russia il settimanaleProletarij (Il proletario), stampato a Ginevra, rappresentò l'organo centrale del Posdr.
In quel periodo Lenin viaggiò spesso per la Svizzera per tenere conferenze ed assemblee con i socialdemocratici in esilio e seguire le evoluzioni della situazione politica russa.
Nell'estate 1905 la Russia, dopo la sconfitta delle truppe (in febbraio) e della flotta (in maggio) contro i giapponesi, riuscì ad ottenere un'armistizio insperato ma nel paese si diffuse una profonda umiliazione che alimentò un sentimento antigovernativo. La guerra russo-giapponese si concluse con la pace di Portsmouth (5 settembre 1905), in base alla quale la Russia perse Liaoyang, Port Arthur e la parte meridionale dell'isola di Sahalin, dovette lasciare la Manciuria e riconoscere il protettorato giapponese sulla Corea.
L'imperatore Nicola II per placare le tensioni sociali interne decise di venire incontro alle richieste dei suoi sudditi e varare importanti riforme come la concessione di diritti civili e la convocazione di una Duma (parlamento) di Stato. Fu in questo momento che si diffusero i primi soviet (consigli), organi elettivi delle classi sociali più basse che si proponevano come amministrazioni locali alternative: il primo soviet era nato a San Pietroburgo.
Nel clima di distensione politica inaugurato dallo Zar, Lenin si convinse, sollecitato dai compagni di partito, a tornare in patria. Dopo un lungo viaggio attraverso la Germania, la Svezia e la Finlandia, Vladimir e sua moglie arrivarono nella capitale russa l'8 novembre 1905. Il giorno seguente le sue speranze di non destare l'attenzione delle autorità svanirono non appena la sua abitazione fu messa sotto controllo dall'Ohrana (la polizia segreta). Nonostante ciò Lenin potè più volte andare a trovare sua madre e sua sorella Anna, partecipare ai dibattiti e alle riunioni clandestine di partito, incontrare esponenti dei soviet e dei sindacati. In novembre uscì anche il primo giornale bolscevico legale, edito a Pietroburgo e diretto dallo stesso Lenin, il Novaja Gizn (Vita nuova).
Nell'aprile 1906 si svolsero le elezioni per la prima Duma; secondo la legge elettorale il voto di un latifondista era pari a tre voti della borghesia urbana, a quindici voti contadini e a quarantacinque voti operai. Per sfruttare la possibilità di essere rappresentati nella Duma e partecipare alle attività politiche legali, Lenin tentò di riavvicinare i menscevichi in vista del IV° Congresso del Posdr a Stoccolma. Il risultato fu la sconfitta sulla politica agraria e su altre iniziative che ridussero il numero di bolscevichi nel nuovo Comitato centrale a tre membri (gli altri sette andarono ai menscevichi). Il Congresso, detto 'd'unificazione', segnò il ritorno ad unica entità politica, sebbene menscevichi e bolscevichi mantenessero le rispettive posizioni politiche.
La fazione bolscevica mantenne un apparato organizzativo autonomo alla direzione del quale era stato riammesso Lenin insieme a L.Krasin e Bogdanov. Quest'ultimo per continuare a lavorare in sicurezza convinse Vladimir e consorte a stabilirsi insieme a lui a Koukkala (Finlandia) ove giunsero il 20 agosto 1906.
Il V° Congresso del Posdr si svolse a Londra nell'aprile del 1907 in un'atmosfera di grande litigiosità. Lenin, non avendo più interessi ad instaurare rapporti benevoli con i menscevichi, li accusò platealmente di aver svenduto i principi marxisti, incrementando i dissensi tra le due fazioni.
Lenin partecipò anche alla Seconda Internazonale socialista che si tenne a Stoccarda e accolse con piacere l'approvazione della risoluzione sulla condanna del militarismo e dell'imperialismo.
Intanto in Russia la prima Duma, considerata un focolaio di oppositori della monarchia, veniva sciolta arbitrariamente da Nicola II° che convocò delle nuove elezioni. Lo zarismo tornò a stringere la morsa e il nuovo ministro degli interni, Pyotr Stolypin, inaugurò una strategia di repressioni che impose l'ordine per mezzo di diffuse impiccaggioni di massa (la corda del boia venne soprannominata "la cravatta di Stolypin").