










Vita di Lenin
Le origini
I cognomi Ul'janov e Smirnov erano originari delle tribù nomadi Cuvas che per secoli si erano spostate lungo le rive del Volga. Sopravvissuti alle invasioni tartariche, i Cuvas erano divenuti i servi dei latifondisti russi quando Caterina la Grande assegnò le terre delle regioni del Volga ai suoi favoriti.
La nonna materna di Lenin, Anna Grosschopf, era una luterana di Pietroburgo, discendente da Johann Grosschopf, notaio che proveniva da Lubecca, e da Anna Estedt di origine svedese. Nel 1829 Anna Grosschopf sposò Aleksandr Dimitrevic Blank, probabilmente nato nella provincia di Jitomir (Ucraina), da Mosko Blank, commerciante ebreo di vino e alcolici a Starokonstantinov, nella provincia della Volinia, convertitosi alla religione cristiano-ortodossa.
Aleksandr Dimitrevic (il nonno materno di Lenin), uomo collerico e risoluto, si era laureato all'Accademia di medicina e chirurgia di Pietroburgo nel 1824 ed in seguito aveva lavorato nella polizia e negli ospedali delle province di Smolensk, Perm e Kazan, fino alla morte della moglie, accedendo alla nobiltà ereditaria nel 1847. Nonostante la sua attività professionale egli credeva nelle proprietà taumaturgiche dell'acqua tanto da scrivere uno strano libro, Guarisci te stesso col tuo modo di vivere, nel quale venivano descritti i benefici derivanti da bagni, docciature e clisteri.
In quello stesso 1847 decise di lasciare la professione e dedicarsi ad un'esistenza di gentiluomo di campagna. Acquistò una tenuta di mille acri a Kokuckino sulle rive del fiume Usna, a una cinquantina di chilometri da Kazan, che rappresenterà per i suoi discendenti, nonostante gli espropri del 1861, una fonte di rendita e un rifugio nei momenti difficili.
Dal suo matrimonio nacquero Dmitrij e cinque femmine: Anna, Ljubov, Ekaterina, Marija (la madre di Lenin, nata a Pietroburgo nel 1835) e Sofja. Quando nel 1838 Anna Grosschopf morì, la madre di Lenin ed i suoi fratelli furono affidati alle cure di una zia vedova, Ekaterina von Essen. Aleksandr Blank visse a Kokuckino fino alla sua morte nel 1873.
Nikolaj Vasil'evic Ul'janov (il nonno paterno di Lenin) era un povero sarto della città di Astrakhan, alla foce del Volga sul mar Caspio, che, all'età di cinquant'anni, sposò Anna Alekseevna Smirnov, figlia analfabeta di Alexei Smirnov, un capo-villaggio calmucco (popolazione della Mongolia occidentale).
La coppia ebbe quattro figli: Vassili, Maria, Fedosia e Ilja, il futuro padre di Lenin.
Il nome Ul'janov (dal russo Ulei, alveare) non era ancora fissato, per cui negli archivi compariva a volte come Ulianinov altre come Ulianin.
Ilja, nato il 14 luglio 1831, perse il padre sessantottenne nel 1838. La famiglia fu mantenuta dal primogenito Vasilij, fratello maggiore di Ilja di dodici anni, il quale trovò lavoro prima come carrettiere, in seguito come impiegato in una ditta di importazioni ed esportazioni. Non essendosi sposato sostenne anche le spese di studio dei fratelli minori.
Ilja Nikolaevic Ul'janov frequentò il ginnasio di Astrakhan dal 1843 e vi si diplomò con medaglia d'argento al merito nel 1850. Si iscrisse all'Università di Kazan e, col famoso Lobacevskij, uno dei fondatori delle geometrie non-euclidee, nel maggio 1855 fu nominato docente di matematica e fisica nelle classi superiori dell' Istituto dei nobili di Penza. Dopo il 1860 conobbe Marija Aleksandrovna Blank, più giovane di lui di quattro anni, e si unì con lei in matrimonio a Penza nell'agosto 1863.
I due si trasferirono poco tempo dopo a Niznij Novgorod dove Ilja insegnò fino al 1869, quando venne nominato dalle autorità zariste, ispettore delle scuole pubbliche della provincia di Simbirsk. La coppia ebbe sei figli: Anna nel 1864, Aleksandr nel 1866, Vladimir (Lenin) nel 1870, Olga nel 1871, Dmitrij nel 1874 e Marija nel 1878. Un'altra sorella, Olga (nata nel 1868), e un altro fratello, Nikolaj (nato nel 1873), morirono nella prima infanzia.
I coniugi avevano in comune molti interessi ma sopratutto li univa la passione per l'insegnamento, anche Marija infatti aveva conseguito il titolo di insegnante superando gli esami di stato, senza aver mai frequentato una scuola. La perseveranza e l'impegno divennero i tratti distintivi di tutti i membri della famiglia.
La famiglia si trasferì nella città fluviale di Simbirsk, capoluogo di provincia e sede principale dell'ispettorato, pochi mesi prima della nascita di Lenin (autunno 1869).
Il centro urbano, sorto lungo i ripidi declivi delle colline, era attraversato dal Volga, che divideva la bassa riva asiatica dall'alta riva europea, e dal piccolo fiume Sviaga. La maggior parte delle abitazioni di Simbirsk era costituita da baracche ad un piano, poche avevano un solaio, ancora meno possedevano un secondo piano. L'esigua aristocrazia abitava il quartiere Venets, posto sulla zona più elevata della città, mentre le case dei mercanti erano raccolte sui fianchi delle colline.
La città aveva nella pesca la sua principale risorsa di lavoro, sopratutto in quella dello storione, ma venivano coltivati anche i terreni limitrofi a cereali: il più diffuso era la segale, seguivano patate, frumento, avena e orzo.
Ilja era appassionato di meteorologia e pubblicò articoli basati sulle sue osservazioni scientifiche. Nel tempo libero registrava meticolosamente vento, pioggia, sole e umidità. Inoltre amava il gioco del whist e degli scacchi, ma per quest'ultimo come compagno riuscì a trovare solo l'anziano funzionario statale, Arsenij Belokrysenko, padrino di Vladimir.
Vladimir Ilich nacque il 22 aprile 1870 nell'ala di una casa di proprietà di un certo Pribilovskij, nella via Streleckaja. Successivamente gli Ul'janov occuparono il secondo piano della stessa casa ma, quando nel 1874, Ilja fu promosso da ispettore a direttore scolastico, la famiglia cambiò diverse abitazioni, finchè nel 1878 acquistò una costruzione in legno al numero 48 di via Moskovskaja, dove Lenin visse fino all'età di diciassette anni. Questa dimora, situata al centro della città, sarebbe stata ricordata da Lenin come "la sua casa di Simbirsk".
L'edificio aveva dieci finestre che davano sulla grande strada e una porta carraia per la carrozza di famiglia. Ilja aveva a disposizione un ampio studio a piano terra ove vi erano anche altri cinque vani più la cucina; le camere erano dei ragazzi al piano superiore.
Come altre famiglie del ceto medio, anche gli Ul'janov avevano in casa una cuoca e una governante, Varvara Grigorievna, entrata in casa alla nascita di Vladimir.
La figura di suo padre fu per Lenin piuttosto distante, forse a causa del suo lavoro che lo costringeva a viaggiare molto in un territorio di venticinquemila chilometri quadrati e lo teneva lontano dalla famiglia per settimane se non per mesi. Più influente fu la presenza di sua madre, Marija Aleksandrovna, la quale, dotata di una granda forza di volontà, era più che capace di gestire da sola la famiglia.
Ilja e Marija furono sudditi fedeli allo zar Alessando II e credettero nelle riforme avviate nel 1861. Evitavano di avere rapporti con persone che causassero fastidi alle autorità e scoraggiarono i loro figli da qualsiasi dimostrazione di simpatia per le idee rivoluzionarie. I due rimasero sempre ai margini delle elite provinciali, non volendo entrare a far parte delle gerarchie della vecchia Russia.
La coppia si interessò sempre ai recenti fenomeni artistici, filosofici e scientifici presenti in Europa e fu animata dalla volontà di contribuire alla costruzione di una società moderna ed illuminata.
Nel 1870 Simbirsk era una tranquilla città fluviale raggiungibile soltanto in battello, la rete ferroviaria non era ancora arrivata. Non vi erano fabbriche e la campagna coltivata stringeva il nucleo urbano, che manteneva comunque la sua fama di luogo di cultura, sopratutto per aver dato i natali a Nikolaj Michajlovic Karamzin (1766-1826), noto scrittore e storico russo, la cui vasta biblioteca era stata donata alla cittadinanza, e Ivan Aleksandrovic Goncarov (1812-1891), autore del celebre romanzo Oblomov. Inoltre Simbirsk ospitava annualmente una famosissima fiera dei cavalli, alla quale accorrevano i contadini da ogni parte dell'Impero e in occasione della quale si organizzava una intera settimana di feste.
Sebbene Simbirsk avesse generato importanti figure in ambito culturale nel XIX secolo, quando Ilja assunse la carica di ispettore, l'intera provincia contava appena venti scuole in condizioni misere. Egli lavorò instancabilmente negli anni successivi per costruire nuovi edifici scolastici e formare i maestri. Quando morì, nel 1886, la provincia contava 434 scuole primarie frequentate da 20000 studenti. Il suo zelo e il suo impegno gli valsero il titolo di Consigliere di ruolo dello stato (il grado più alto della nobiltà non ereditaria). Per la sua attività professionale Ilja venne insignito di varie onorificenze, tra le quali l'Ordine di San Vladimiro nel gennaio 1887.
Nei primi anni di vita Vladimir era un bambino vivace e capriccioso che imparò a camminare relativamene tardi. Imitava il fratello Alexander nei minimi particolari, ma a differenza di questi, sincero e riservato, Vladimir mentiva con notevole facilità e si mostrava spesso allegro e cordiale.
Immagini della città di Simbirsk al tempo della nascita di Lenin