Vita di Lenin

La prigionia

foto di Lenin nel giorno del suo arresto nel 1895
Le autorità zariste concessero il passaporto a Lenin il 15 marzo 1895: egli, che da tempo desiderava recarsi all'estero, si preparò subito per un viaggio in Svizzera. Lasciò Pietroburgo il 24 aprile, ancora convalescente da un attacco di polmonite.
Gheorghij Plekhanov Vladimir era desideroso di prendere contatto con il gruppo "Emancipazione del lavoro" fondato da Gheorghij Plekhanov (all'epoca la più grande figura del marxismo russo), Pavel Aksel'rod e Vera Zasulic. L'incontro (a Ginevra) fu piuttosto freddo a causa delle recenti critiche pubblicate da Lenin (con la firma "Tulin") del libro di Struve sul populismo, ma la determinazione dimostrata dal giovane Ul'janov colpì i suoi interlocutori che lo invitarono a collaborare insieme e lo incoraggiarono a creare in Russia un giornale politico.
In quel periodo si spostò tra Ginevra e Zurigo, fece anche un viaggio a Parigi, ove andò a trovare il genero di Marx, Paul Lafargue, e a Berlino, dove conobbe il socialista Wilhelm Liebknecht.
Divenuto a pieno titolo un'attivista del movimento rivoluzionario europeo, tornò a Pietroburgo il 29 settembre, felice dei contatti che era riuscito a stabilire, non senza destare l'attenzione della polizia segreta. Nell'autunno del 1895 Lenin scrisse una celebre nota necrologica su Federick Engels che si era spento il 15 agosto a Londra. Lo scritto venne pubblicato sulla rivista non periodica Rabotnik (Il lavoratore) edita dal gruppo "Emancipazione del lavoro".
Alla fine di quell'anno i circoli marxisti di Pietroburgo si unirono in un'unica organizzazione politica l'Unione di lotta per l'emancipazione della classe operaia, il cui proposito era quello di legarsi alle masse operaie per unire le rivendicazioni economiche alla lotta contro lo zarismo.
I membri dell'Unione di lotta per l'emancipazione della classe operaia. In piedi da sinistra A.L. Malchenko, P. K. Zaporozhets, A. A. Vaneyev; seduti da sinistra V. V. Starkov, G. M. Krzhizhanovsky, V. I. Ulyanov, Y. O. Martov
Proprio quando era pronta le pubblicazione del primo numero del giornale suggerito da Plekhanov, Rabocaja Gazeta (Giornale operaio), Lenin venne arrestato in una retata insieme ad alcuni dei suoi collaboratori (9 dicembre 1895). Un mese dopo venne arrestato anche Julij Martov, un giovane brillante e pieno d'entusiasmo, giunto da poco da Vilnius, che era divenuto subito grande amico di Vladimir e si era imposto insieme a lui alla guida del movimento marxista russo.
Incarcerato nella cella 193 del penitenziario di via Spalernaia, si comportò da prigioniero modello ma non trascurò di continuare a comunicare con l'esterno scrivendo con il latte tra le righe di lettere perfettamente innocue. Il messaggio segreto scritto con il latte diveniva leggibile accostando il foglio ad una candela, in questo modo riuscì a divulgare un focoso proclama Al governo dello zar, diffuso poi in centinaia di esemplari.
La prigionia (in attesa di giudizio) durò per Lenin un anno e due mesi, in quel periodo egli si dedicò al perfezionamento della sua formazione. Il 29 gennaio 1897 le autorità condannarono quasi tutti i membri arrestati a tre anni di "confino amministrativo" nella Siberia orientale.
Vladimir grazie alle pressioni di sua madre, ottenne di poter abitare a Susenskoe, nel confortevole distretto di Minusinsk, una zona nota per il suo clima come "l'Italia siberiana". Il sistema detentivo dell'epoca per i cospiratori che non avevano eseguito azioni violente ma si erano impegnati solo nella propaganda, era piutosto permissivo. Lenin ottenne anche di poter accedere alla celebre biblioteca Rumiantsev per cercare materiale utile per il suo libro sullo sviluppo del capitalismo in Russia.
Nel marzo 1898 a Minsk nacque il Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR). Poichè molti esponenti del movimento si trovavano in quel momento in esilio o in prigione, al congresso presero parte soltanto nove delegati di sei organizzazioni locali e tre del Bund, l'organizzazione socialdemocratica ebraica. Il congresso si pronunciò in favore del diritto all'autodeterminazione di tutti i popoli dell'impero, elesse un comitato centrale di tre membri e adottò un "Manifesto" redatto dal futuro marxista legale P.B. Struve. Nel frattempo anche Nadezda Krupskaja, che era stata arrestata per aver preso parte ad un grande sciopero operaio nel 1896, era stata esiliata nella provincia di Ufa. I due avevano una fitta corrispondenza e decisero di sposarsi. Chiesero il permesso di poter scontare il resto della pena insieme a Susenskoe, ma i documenti tardarono ad arrivare. Il matrimonio con rito ortodosso, potè essere celebrato il 10 luglio 1898.
Lenin nel 1897 Nadezda Krupskaja
I giovani sposi si dedicarono alla traduzione dell'opera "The history of trade unionism" di Sidney e Beatrice Webb, che fu ultimata alla fine dell'estate. Nello stesso periodo Lenin completò l'opera Lo sviluppo del capitalismo in Russia, pubblicata con lo pseudonimo di Vladimir Il'in nel 1899. Questo vasto studio prende in esame i rapporti di produzione esistenti in Russia negli ultimi anni dell'Ottocento ed analizza lo sviluppo del capitalismo nel paese.
Lenin amava fare lunghe passeggiate nei boschi, andare a caccia o a pesca e studiare la grammatica tedesca. Il confino in Siberia terminò a febbraio del 1900, quando a Lenin fu permesso di trasferirsi a vivere a Pskov, ma dovette separarsi da sua moglie alla quale fu respinto il permesso di lasciare la Siberia, avendo ancora un anno di esilio da scontare.
Vladimir chiese di poter risiedere per sei settimane a Ufa, dove Nadezda era tornata, ma il consenso fu respinto. Ottenne invece il passaporto per l'estero e, dopo un tentativo fallito di raggiungere clandestinamente Pietroburgo con Martov, partì per l'Europa.
Tra gli scritti più importanti del periodo siberiano va menzionata l'opera I compiti dei socialdemocratici russi, redatta con il proposito di spingere le organizzazioni politiche locali verso l'unificazione. Il compito dei socialdemocratici era quello si uscire dall'isolamento nel quale avevano operato fino ad allora e costruire un partito con una linea politica comune, risolvendo la confusione ideologica ed il primitivismo organizzativo.
Insieme ad altri deportati politici, Lenin redasse La protesta dei socialdemocratici russi, nella quale vennero criticate le posizioni degli "economisti", sostenitori di una lotta esclusivamente economica e della inadeguatezza del proletariato russo per la politica. I socialdemocratici affermarono invece che questa immaturità del proletariato fosse frutto della frammentarietà e dalla visione particolaristica del lavoro politico svolto dai vari gruppi.